Milano, 21 set . (Adnkronos Salute) - Routine monotona e ripetitiva, carichi di lavoro irrealistici, scarsissima autonomia, addestramento a volte insufficiente, turni faticosi e rotazione alle scrivanie sono fra le fonti di stress che attanaglia gran parte dei lavoratori dei call-center, insieme a disturbi del sonno, irritabilità, stanchezza, cefalea e mal di schiena. Mali che colpiscono nel corso dellanno il 94,4% dei lavoratori dei call-center. Per tutelare la salute dei 220.000 operatori italiani la Asl Città di Milano ha realizzato Linee Guida ad hoc. Un libretto di circa 50 pagine che individua i principali fattori di rischio e suggerisce possibili linee di intervento. Indicazioni pensate non solo per proteggere i lavoratori, ma anche per ridurre al minimo problemi e assenze legati a malesseri e disturbi vari.
Le Linee Guida per il lavoro nei call-center, anticipate all'ADNKRONOS SALUTE, saranno illustrate domani (oggi praticamente) nel capoluogo lombardo, nel corso di un convegno in programma nellAula Magna dell'Ifom, dal tema Salute nei call-center. Idee per un cambiamento, organizzato dal Dipartimento di prevenzione - servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro. Nel volumetto, frutto di un lavoro di due anni, si elencano i principali fattori di rischio, individuati anche grazie a una serie di indagini condotte tra il 2004 e il 2005 in 24 call-center di Milano. Fra i potenziali nemici della salute, lo stress lavorativo: favorito da carichi di lavoro eccessivi, scarsa autonomia, monotonia e ripetitività (a loro volta anticamera di depressione), ma anche mancanza di un addestramento adeguato, turni spossanti, telefonate aggressive o moleste e rotazione della scrivania (una pratica diffusa che impedisce al lavoratore di poter contare su uno spazio personalizzato). L'hot desk in particolare, secondo le Linee guida, è una condizione che andrebbe evitata il più possibile. Altrimenti occorre dare il tempo all'operatore di personalizzare la sua postazione di volta in volta.
Anche per gli altri aspetti si suggeriscono possibili soluzioni, particolarmente importanti per contenere il rumore ambientale, altra potenziale fonte di malanni. Dalla costruzione del call-center con materiali fonoassorbenti, alla corretta posizione di cuffie e microfoni, i rimedi suggeriti analizzano tutti le possibili fonti di malessere per i lavoratori dei call-center. Costretti a fare i conti, a volte, con cattive condizioni di igiene e pulizia, favorite anche dalla rotazione alle scrivanie. Occorre curare, inoltre, microclima e pulizia dellaria; occhio poi ai danni da prolungato uso della voce. In questo caso le Linee guida suggeriscono opportune interruzioni orarie e l'eliminazione del rumore di fondo, che può portare ad alzare il tono e, quindi, a sforzi eccessivi.
Per contrastare l'affaticamento visivo si suggeriscono soluzioni ergonomiche mirate, mentre per i problemi di postura e quelli legati ai movimenti ripetitivi è stata stilata una lista di indicazioni ad hoc. Come capire se in un call-center sono in agguato malattie da lavoro? Gli esperti della Asl di Milano hanno preparato una check list, una serie di domande che dovrebbero aiutare chi organizza il lavoro a ottimizzarlo, a tutela della salute dei dipendenti. Proprio pensando al singolo lavoratore, infine, in allegato c'è un questionario per valutarne lo stato di salute, il benessere e per rilevare eventuali problemi.
Nessun commento:
Posta un commento