venerdì 22 settembre 2006

SOS Preghiera

Roma, 21 set. (Adnkronos)
Sono 186, se almeno uno di noi si aggiungesse sarebbero 187 (come Telecom!)

'Call center' della fede: il cittadino telefona alla parrocchia, lancia il suo s.o.s. e un gruppo di preghiera si mette al 'lavoro' per chiedere l'intercessione del Signore
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L'insolita iniziativa, che garantisce una copertuta totale sette giorni su sette, arriva dalla Basilica di Santa Anastasia al Palatino, nella capitale, dove il rettore don Alberto Pacini, consapevole che la fede può aiutare a risolvere i problemi della gente, ha messo in piedi un vero e proprio servizio di ascolto e di preghiera per coloro che si trovano in difficolta' e chiedono di pregare per loro. ''Ci sono tante persone che sono impossibilitate, per serie ragioni, a venire in chiesa per pregare e ce ne sono altrettante che hanno bisogno di aiuto o di un semplice conforto - spiega padre Gregorio, aiutante del rettore e attivo telefonista del 'call center' -. Il nostro servizio e' rivolto a tutta questa gente''.

Al 'call center' della fede ci si può rivolgere tutti i giorni della settimana. Domeniche incluse. ''Il gruppo di preghiera è composto da almeno 186 persone che riescono a coprire l'arco dell'intera settimana durante la quale arrivano le telefonate di aiuto'', spiega ancora il padre-telefonista. Il mercoledi', poi, dalle 21 alle 23, componendo il numero della basilica si attiva una segreteria telefonica sulla quale si puo' registrare il proprio s.o.s con la richiesta di preghiera. ''Cerchiamo di esaudire tutte le richieste'', dice padre Gregorio che elenca le principali. ''Ci sono persone che non hanno un lavoro - spiega - e chiedono per questo una intercessione. Persone che hanno problemi economici, altri ci chiedono di potere superare le paure che li opprimono''.

Nel numero di quanti si rivolgono al 'call center' della basilica al Palatino anche ''madri che chiedono al Signore di vegliare sui problemi scolastici dei figli. Ma ci sono anche mariti e mogli che chiedono di pregare per il loro matrimonio che va in frantumi. Ovviamente a noi si rivolgono anche persone con gravi problemi di salute''. Ma se qualcuno telefona per augurare del male a qualcuno, ''beh - avverte il padre telefonista - sappia che noi in questo caso non possiamo esaudire le sue preghiere. Le deviazioni della gente non possono certamente entrare nello spirito del nostro call center''.

Un servizio collaudato nel tempo grazie alla intraprendenza del padre rettore che non ha lasciato nulla al caso. ''Don Alberto ha pensato anche a curare l'aspetto tecnico del servizio'', dice padre Gregorio. E cosi' ecco i turni al telefono dove, nell'arco della giornata, tra sacerdoti e laici, si suddividono in quattro o cinque. ''Una volta ricevuta la telefonata con la richiesta di aiuto scatta il lavoro del gruppo di preghiera - sottolinea ancora il sacerdote -. Oltre un centinaio di persone, circa 168, a turno, si riuniscono nella cappelletta della basilica e si mettono a pregare. Il nostro compito è quello di ascoltare, il resto lo fa la fede''.

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