Cari amici,
quasi ci sfuggiva questa 'chicca'.
Si potrebbe parlarne per molto, ma vi lascio solo una pulce nell'orecchio per riflettere da soli. Leggete 'tra le righe' e poi se volete sentite anche il mio parere, in basso.
Datacontact: l'azienda risponde ai sindacati
Un risultato importante, ottenuto grazie all'impegno ed alla qualità espressi dai lavoratori, dallo staff che ha partecipato al percorso e dall’azienda, ma vilipeso da coloro che, invece di applaudire unaccordo che porterà all’assunzione con contratto di tipo subordinato entro il 2008 di diverse centinaia di giovani, tra 300 e 500 a seconda del rinnovo della commessa Tim, attaccano in maniera strumentale l’azienda. E' cosi che Datacontact, in una nota inviata alla stampa, riassume tutto l'iter che ha portato, il 2 maggio scorso a Roma, a sottoscrivere un accordo per la stabilizzazione di qualche centinaio di lavoratori, impegnati in attività di contact center, con la Ugl, senza chiudere la trattativa con le altre sigle, inspiegabilmente a questo punto, considerato che all'azienda non è mai giunto alcun rilievo da parte delle organizzazioni sindacali alla proposta di accordo formulata precedentemente. Una proposta, quella rigettata da Cgil, Cisl e Uil e sottoscritta dall'Ugl, che l'azienda ha improntato sui principi della qualità e della flessibilità degli organici, quali condizioni fondamentali per uno svolgimento corretto e competitivo delle proprie attività, e sulla volontà di assumere a tempo pieno, senza part-time. Condizioni non previste dal contratto collettivo delle telecomunicazioni, poco adatto al settore nonostante sia stato preferito dagli altri call-center della penisola, per gli indubbi vantaggi economici, ma da quello relativo al terziario che per la Datacontact ha un costo complessivo superiore al 7%. Un contratto tutt'altro che lesivo della dignità dei lavoratori quindi, ci tiene a precisare l'azienda, contrariamente a quanto affermato dai rappresentanti sindacali provinciali di Cgil e Uil in una conferenza stampa, perchè attraverso il tempo pieno assicura il raggiungimento di un compenso congruo per la gestione delle attività. Quanto alla decurtazione per i primi due anni di una percentuale del compenso percepito, infatti, questa non andrà a vantaggio dell’azienda ma sarà completamente ridistribuita sotto forma di incentivi sulla qualità ai consulenti telefonici. Niente gabbie salariali, pertanto, come dichiarato dai sindacati, né tanto meno la durata del contratto pari a 24 mesi può essere intesa come limitativa della sicurezza dei lavoratori. A fronte della sussistenza di commesse al momento della scadenza, scrive l'azienda, è totale interesse di Datacontact confermare le risorse formate e già avviate alla gestione di una determinata attività e sarebbe controproducente riavviare il ciclo di inserimento al lavoro dall’inizio. Il contratto a tempo determinato, inoltre, è identico nella forma economica a quello a tempo indeterminato e conserva le tutele previste. L’accettazione totalitaria della forma proposta da parte dei collaboratori interessati dal processo di trasformazione dei contratti e la loro offesa reazione di fronte agli ingiustificati attacchi delle due sigle sindacali presenti alla conferenza stampa, inoltre, dimostrano che l’azienda non ha attuato alcuna strumentalizzazione o richiesto sconti o precluso i diritti sindacali ai suoi collaboratori e dipendenti. L’azienda e l’imprenditore, pertanto, adotteranno tutte le tutele legali a difesa della propria dignità ed immagine profondamente lese da alcune dichiarazioni offensive e diffamanti rese in sede di conferenza stampa da parte di alcuni dei presenti. Questo non significa rigettare il ruolo del sindacato all’interno delleaziende ma ritenere che lo stesso debba riflettere un atteggiamento proattivo e volto al reale miglioramento delle condizioni di lavoro; l’approccio provocatorio e strumentale adottato, invece, è quanto mai fuori luogo in un periodo così delicato per il quadro economico del territorio e mina fortemente il clima interno all'azienda, un valore da difendere e consolidare sempre con fermezza.
Scritto da Andrea Rospi sabato 12 maggio 2007
- Tra 300 e 500 risorse "a seconda del rinnovo..." potrebbe significare anche che qualora Tim non rinnovi la commessa non solo vanno a casa i 200 eventualmente in più, ma anche lo zoccolo duro dei 300 FF (formati e forti), lo 'zoccolo duro'.
- Che l'azienda sia improntata alla qualità e flessibilità degli organici lo stiamo riscontrando ampiamente, par proprio vero che si tratti di una endiadi, infatti solitamente è tale la flessibilità che si mandan via gli organici (forse si tratta di rifiuti, sic) in totale flessibilità (ci si doveva preparare in tempo forse a 90 gradi) pur avendo quegli stessi raggiunto e quindi beneficiato l'azienda della massima qualità col proprio lavoro (lo diciamo senza possibile ombra di smentite).
- Quanto il nuovo compenso sia percepito come 'congruo' alla gestione delle attività, lo sentiremo fra qualche mese dagli stessi interessati, i quali già alla chetichella, singolarmente certo, iniziano timidamente a dirmi all'orecchio "ho l'impressione che lavoreremo di più per avere di meno"...
- Sull'interesse dell'azienda a confermare le risorse già formate e avviate...no comment
- Il termine utilizzato per esprimere il grado di accettazione presunto tra gli operatori di questa operazione, 'totalitaria', tradisce, da lapsus freudiano, la vera realtà come sentita da tanti colleghi ragionanti, cioè di una realtà fatta ad arte apparire monolitica, quando tutti ben sanno (e i commenti sono stati migliaia nei convulsi giorni dal 2 maggio in poi...a meno che tutti insieme i miei cinque sensi non mi abbiano tradito) che è ben altra.
- Come mai queste 'tutele legali'? Forse perchè, utilizzando la 'clava del diritto' si dimentichino le questioni sollevate nel merito dai sindacati? Non è che si voglia far valere il 'diritto della forza' sulla tradizionale 'forza del diritto'...?
- Su quanto il clima (o dovremmo dire 'climax' da cui il titolo del post) interno (così comè ora, chiaramente, dove il 99%, a parere di chi conosciamo bene per la sua schiettezza e onestà, ha paura di esprimersi...ma spero di essere smentito nel tempo) sia da consolidare con fermezza, non abbiamo dubbi: subito via (salvo spruzzate di mobbing preventivo) chi a questa 'pace' predilige il confronto serio, documentato, leale e rispettoso della capacità di giudizio di chi è correttamente e totalmente (stavolta il termine cade a proposito) informato.
venerdì 8 giugno 2007
Climax interno
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