mercoledì 20 dicembre 2006

Community novità

http://www.generazione1000.com/

"GENERAZIONE 1.000 EURO" è la prima Community on line dedicata interamente ai "Milleuristi", alle loro storie e alle loro testimonianze, alle loro frustrazioni e alle loro speranze. Un punto di incontro e di confronto animato dall'enorme (e insperato) riscontro dell'omonimo 'reality book' e dalla volontà di continuare a dare la doverosa visibilità ad una "Meglio Gioventù" ancora priva di autentici punti di riferimento in cui identificarsi. Da una parte, Claudio, Rossella, Alessio e Matteo - i quattro protagonisti del romanzo originale - continuano a raccontare le loro avventure di Milleuristi all'interno del Blog, nel quale danno libero sfogo a vicissitudini, emozioni e sentimenti. Dall'altra, attraverso il Forum, chiunque può testimoniare la propria esperienza, svelare trucchi di "economia creativa" per vivere con 1.000 Euro al mese, descrivere le proprie giornate-tipo tra colloqui, invii di curriculum, aspirazioni, sogni e passatempi, chiedere (o dare) consigli per affrontare piccoli e grandi problemi, segnalare news e iniziative e lanciare sondaggi a tema per scambiare opinioni e punti di vista.

L'equivalente di webtime!

Ogni tanto agli onori della cronaca qualcosa di grosso. Beh, anche vodafone allora permette il sottocredito?! e menomale che 0,2cent è 1/3 della tariffa tim...

Pensava di avere una flat 24 ore su 24
Naviga col cellulare: bolletta da 50 mila euro
di Paolo Ottolina

Ciserano (BG) - I film più cari della storia: 50 mila euro. Una bolletta astronomica arrivata a un 30enne di Ciserano (Bergamo) per aver scaricato tre film da Internet, utilizzando "un po' troppo" la connessione attraverso il cellulare acquistata solo due mesi fa per connettersi alla rete senza la linea telefonica.
I PERCHE' - Come si può raggiungere una tale, astronomica bolletta? Non è difficile, considerato il tipo di contratti che le compagnie attivano per chi sceglie di navigare via "mobile": le offerte "flat", tutto compreso, sbandierate nella pubblicità, possono in verità prevedere dei limiti mensili o bimestrali. E questi limiti possono essere fissati non in ore o minuti di connessione, ma in Megabyte scaricati. E la tariffazione successiva "a consumo" che scatta una volta superata la soglia del sedicente "tutto compreso", funziona a Kilobyte che viaggiano verso il pc.
«PENSAVO FOSSE TUTTO COMPRESO» - Ignorando, come riporta l'Eco di Bergamo che ha segnalato la storia, le condizioni del suo contratto "Connect 600" di Vodafone, il 30enne ha continuato a scaricare dati dal web senza sapere che ogni Kbyte che arrivava sul suo Pc gli sarebbe costato 0,2 centesimi. Una cifra solo apparentemente irrisoria. Considerate che, per fare un esempio, la homepage di Corriere.it pesa circa 300 Kb: con una tariffa del genere caricarla costerebbe 0,60 Euro. «Lasciavo il pc connesso anche tutta la notte - ha raccontato all'Eco il 30enne, artigiano di professione - credendo che fosse tutto già pagato». Come in un "normale" contratto Adsl domestico in versione flat.
LAMENTELE- L'artigiano, che lamenta anche le scarse notizie avute dal commerciante che gli ha proposto e poi attivato il contratto, protesta per il tardivo avviso avuto dall'azienda, che ha provveduto a bloccare l'abbonamento (lievitato di 49.015 euro in soli 19 giorni, dal 23 ottobre alll'11 novembre), ma non certa tempestivamente: «Non potevamo avvisarmi prima?», si è chiesto prima di inviare una lettera all'ufficio reclami e mettersi nelle mani di un'associazione consumatori per salvare il salvabile. Poi è arrivata la buona notizia. Il cliente è stato infatti contattato in serata dall'ufficio stampa di Vodafone che, dopo aver letto la notizia su Corriere.it, ha verificato la sua posizione e, valutata la sua buona fede, ha deciso di cancellare la bolletta.
I CONSIGLI - L'uscita da una situazione del genere non è facile. Il consiglio delle assoconsumatori è chiaro: leggere le clausole di questo tipo di contratti attentamente prima di firmare i contratti. E valutare bene se è opportuno rinunciare alla linea fissa, facendo a meno del canone, per buttarsi sul mondo del "senza fili".

lunedì 18 dicembre 2006

Accordi storici?


Ma...vuol dire che ci scorderemo di manifestazioni come queste?

Costretti ad usarli

così scriveva "levigna" l'11/12/06 sul sito http://www.amiche.altervista.org/*

Io lavoro in un call center e capisco il tipo di lavoro e che ci sono tante persone poco formate o incompetenti ma cavolo ogni volta che chiamo il call center della tim mi cadono le braccia!
E' assurdo, non ne trovo una che dico una che:
A) abbia una risposta alle mie domande
B) capisca le mie domande
C) mi dia una risposta sensata alle mie domande
Poi chiedo le cose a Milla e mi dice il contrario.
Quest'ultima poi oltre a darmi del tu mi rispondeva in maniera del tutto ineducata. E io non ero per niente sgarbata, anzi volevo solo un'informazione!!!!!
Ma sono proprio sfigata, oh....
Cmq il tutto mi fa riflettere sul mondo dei call center della telecomunicazione, fissa e mobile. E' uno schifo, basta, non ci sono cazzi. Putroppo siamo costretti ad usarli ma come ci si fa a fidare? Io vedo anche tutte le cose che succedono da me. Gente assunta da una settimana che da informazioni assolutamente sbagliate e creano i casini più assurdi... poveri clienti..

*amiche per la pelle: siamo un gruppo di ragazze che hanno voglia di raccontarsi. Appassionate di tutto quello che riguarda il mondo delle donne, parliamo di cosmetici, cura del viso e del corpo, moda, letture, cinema, cura della casa, animali e tanti altri argomenti. Abbiamo creato questo spazio per poterci rilassare fra amiche, come se assieme prendessimo un the accompagnato da tante chiacchere... Un pretesto per conoscersi meglio!

venerdì 15 dicembre 2006

CISL dichiara

Cisl: Furlan, un accordo storico sui call center

"E’ un accordo storico quello sottoscritto tra le organizzazioni sindacali e il Gruppo Almaviva, compresa Atesia, che trasformerà 6500 lavoratori a progetto in lavoratori a tempo indeterminato e avrà un impatto estremamente positivo in tutto il settore dei call center in outsourcing": è il commento di Annamaria Furlan, Segretario Confederale Cisl. "Aver trovato soluzioni al fine di evitare la distinzione tra inbound, cioè chi riceve le chiamate e outbound, chi le fa - osserva la Furlan - è un concetto che abbiamo perseguito con forza, e sottoscrivere un’intesa con la società che gestisce il maggior gruppo di call center in Italia ha la prerogativa di avviare la stagione degli accordi nel settore". Un modo insomma per combattere in maniera concreta la piaga del precariato: "Un accordo - sottolinea la Furlan - che prevede di stabilizzare, entro il 2007, 6500 lavoratori, 4000 inbound e 2500 di attività mista, che verranno assunti part time di 4 ore a tempo indeterminato al 3° livello del contratto TLC e con contratto di apprendistato i rimanenti 1000 lavoratori in outbound. E’ la risposta più adeguata all’esercito dei precari. Siamo di fronte ad un grande risultato positivo, che premia la contrattazione fra le parti, unica via per risolvere i problemi dei giovani e dei lavoratori e per dare tutele, dignità e stabilità nel posto di lavoro".

Ritorno al futuro


Da CCRM web a CCRM old...una specie di auspicato "ritorno al futuro"?!

giovedì 14 dicembre 2006

ANSA su intesa call center

2006-12-13 18:42
CALL CENTER: INTESA ALMAVIVA-SINDACATI, 6.300 ASSUNTI

ROMA - I precari non abitano piu' qui. Con l'accordo raggiunto oggi tra il gruppo Almaviva e i sindacati, circa 6.300 lavoratori dei call center delle aziende del gruppo avranno un contratto a tempo determinato. Part-time, ma sicuro. E non saranno piu' lo stereotipo del lavoro flessibile, insicuro e non tutelato. Plaude il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che ritiene l'accordo ''un successo del sindacato e dell'azienda, oltre che delle politiche del centro sinistra che hanno scelto la stabilita' del lavoro contro la precarizzazione''. Damiano insiste spiegando che si tratta di ''un successo della contrattazione e delle buone leggi'', di ''una risposta ai giovani e non soltanto''.''E' una svolta avvenuta in pochi mesi - ricorda - per un settore caratterizzato da una forte presenza di lavoro flessibile e precario, e sara' l'inizio di un nuovo ciclo di contrattazione del comparto del call center, che raggruppa oltre 700 aziende e circa 250mila addetti, come previsto dalla circolare dello scorso giugno, dall'avviso comune delle parti sociali, e dalle norme recepite nella finanziaria a sostegno della contrattazione''. Ma mostra un certo orgoglio lo stesso gruppo Almaviva, che definisce l'intesa ''senza precedenti nella storia italiana negli ultimi dieci anni'', e ricorda che coinvolge gli attuali lavoratori a progetto in forza presso le Societa' Atesia, Cos, Alicos ed InAction. Ora, quindi, il gruppo occupera' nel solo settore dei call center circa 11.000 dipendenti (di cui oltre il 97% a tempo indeterminato), evitando il ricorso alla tipologia contrattuale del lavoro a progetto, con effetti positivi verso i clienti in termini di qualita' dei servizi offerti, e un quadro normativo chiaro e di piena tutela. Lo stesso presidente di Almaviva, Alberto Tripi, parla quindi di un accordo che ''rappresenta una tappa importante per la stabilita' e lo sviluppo del Gruppo. Nell'attuale situazione di criticita' dell'economia nazionale e del settore - sottolinea - non esistono impegni occupazionali di tale portata. L'auspicio e' che questo sforzo straordinario possa contribuire a raggiungere con serenita' gli obiettivi di crescita della nostra strategia industriale''. I termini dell'intesa prevedono la stabilizzazione entro il 2007 di circa 4.000 lavoratori inbound e circa 2.500 in attivita' mista, con l'assunzione a tempo indeterminato part- time a 4 ore al terzo livello del contratto delle Tlc. Per i circa 1.000 rimanenti in outbound, e' prevista l'assunzione con contratto di apprendistato professionalizzato. Soddisfatti anche i sindacati, che rivendicano ''la fine del finto lavoro autonomo''. Un risultato ''frutto della determinazione del sindacato'', afferma Nicoletta Rocchi, segretario confederale della Cgil, e che ''dimostra la validita' della strumentazione definita nella legge Finanziaria, nell' avviso comune e nella circolare del ministro del Lavoro di giugno scorso''. ''E' la risposta piu' adeguata all'esercito dei precari'', gli fa eco Annamaria Furlan, segretario confederale Cisl, secondo la quale ''aver trovato soluzioni al fine di evitare la distinzione tra inbound, cioe' chi riceve le chiamate, e outbound, chi le fa, e' un concetto perseguito con forza'' per raggiungere l'intesa. ''Si e' aperta una nuova stagione di contrattazione nelle aziende, che dovra' nei prossimi mesi concretizzarsi in tutto il settore con specifiche intese sindacali'', rileva quindi il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani.

News sentenza

Un giudice condanna il precariato nei call center

Sembrava troppo rivoluzionaria l'interpretazione degli ispettori del Ministero del Lavoro, che a Roma avevano giudicato illegale l'utilizzo del contratto a progetto (invece di contratti di lavoro dipendente) per i circa 3.000 operatori del call center di Atesia. Il Tar aveva annullato nei giorni scorsi gli effetti dell'ispezione; ma una sentenza della Magistratura del Lavoro la conferma anche per gli operatori cosidetti "outbound", cioè quelli che fanno le chiamate in campagne di telemarketing. La circolare del ministro Damiano, poi recepita anche da un accordo (il cosidetto "avviso comune" tra Confindustria e Cgil-Cisl-Uil), stabilisce infatti che solo per i lavoratori che ricevono le chiamate (gli "inbound") non si debba mai applicare il contratto a progetto mentre per i lavoratori del telemarketing l'utilizzo del contratto a progetto dovrebbe essere più facile. Una lavoratrice del call center Team Promotion (un'azienda che lavora in appalto per l'Elitel) ha vinto la causa contro il suo licenziamento, avvenuto un anno fa, quando la Team Promotion non le aveva più confermato il contratto "a progetto". Il giudice ha dichiarato illegittimo il contratto a progetto che, per le caratteristiche del lavoro svolto, è da considerarsi invece un contratto a tempo indeterminato. Questa causa potrebbe pesare sull'attuale confronto fra Atesia del gruppo Cos e i sindacati: l'azienda si è impegnata a stabilizzare un buon numero di contratti a progetto (quelli dei lavoratori "inbound") trasformandoli in contratti di apprendistato (che non è comunque a tempo indeterminato), sia pure con orari minori e minori retribuzioni. Atesia invece non ha sciolto la riserva circa l'impegno, richiesto dai sindacati, a fare altrettanto per i lavoratori "outbound". Ma adesso c'è un precedente.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-12-2006]

L'assenza di responsabili (in una lettera al corriere)

Ci vuole un'inchiesta

Bene per l'articolo sul tema. Ma a quando un'inchiesta lunga e approfondita del Corriere sulla vera e propria tirannide commerciale di questi operatori privati in servizi di utilità collettiva, senza alcun regime vero di controllo pubblico (le autorithy sono scatole vuote)? Se non scatta la denuncia di un utente o parte il tormentone delle associazioni dei consumatori questi possono fare offerte commerciali ingannevoli senza alcun ritegno. Senza parlare del voluto muro di gomma dei call center in cui "nessuno è mai responsabile".
Grazie
Simone Sereni
su corsera del 06 Dic 2006

lunedì 11 dicembre 2006

Datacontact in pole position

Nell'ultimo anno Datacontact è cresciuta a un ritmo molto accelerato: il fatturato del 2005 è pari a oltre 13 mil di euro. Rispetto al 2004 il volume di affari è più che raddoppiato e la previsione per il 2006 è che si raggiungano i 30 milioni di euro di fatturato (pag.3)
Interessante anche l'ultimo capoverso sul gruppo Call&Call di pag.4

fonte largo consumo 7-8/2006

Bravi tutti noi.

domenica 10 dicembre 2006

Speriamo di differenziarci un pò

Italiani in ufficio, poco aiuto da capi e colleghi
di FEDERICO PACE
05.12.2006

Peggiorano le condizioni di lavoro negli uffici italiani. E il lavoro diventa sempre di più una cosa che ci si deve sbrigare da soli. Senza potersi aspettare troppo sostegno dagli altri. Tanto che sono sempre meno i lavoratori che possono chiedere aiuto ai colleghi e sempre più raramente qualcuno di loro arriva a rivolgersi, in caso di bisogno, al diretto responsabile.
Da noi solo il 50,7% dei lavoratori può chiedere aiuto ai colleghi mentre un ancor più misero 33,6% può fare lo stesso con il suo capo diretto. Sono questi alcuni dei dati che verranno presentati oggi a Roma da Eurofound, la Fondazione per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dell’Unione europea, presso la sede centrale della Cgil a Roma.
Così, gli open space, le dichiarazioni di intenti di manager e coordinatori tutte tese alla cooperazione, all'organizzazione orizzontale, si scontrano con la realtà che da noi pare essere caratterizzata da individualismo e sfiducia.
In Europa, a vedere i dati della quarta indagine europea sulle condizioni di lavoro, la cooperazione è molto più elevata. Nel Vecchio Continente ricorre all’aiuto dei colleghi il 67,1 per cento dei lavoratori, mentre possono interpellare il capo il 56,1% dei dipendenti. Per questo non desta sorpresa quanto da noi sia poco diffuso il lavoro di gruppo: in Italia solo il 39 per cento dei dipendenti lavora costantemente in team, mentre, nei rimanenti paesi dell'Unione europea a 25, succede lo stesso ad una media di oltre cinque lavoratori su dieci (55%).
"Questi primi risultati – ha dichiarato Jorma Karppinen, direttore della Fondazione europea - rivelano che in Italia negli ultimi cinque anni vi è stato un deterioramento delle condizioni di lavoro, almeno rispetto al resto dell'Europa.” I paesi in cui la cooperazione tra colleghi è più spiccata sono Svezia, Danimarca, Lettonia, Olanda e Irlanda (vedi tabella) dove le percentuali superano di gran lunga l’80 per cento. Stretto il legame anche il responsabile diretto in Lettonia, Danimarca, Irlanda e Finlandia (vedi tabella).
Quanto ai sintomi sanitari, è lo stress quello che gli italiani più comumente associano al lavoro. Lo menziona infatti il 27 per cento dei lavoratori italiani contro il 22% della media europea. Tra gli altri problemi citati, mal di schiena, mal di testa e affaticamento generale.

Stili in terrazza



Certo che lo stile della terrazza "contact bar" è proprio futuristico. Ci manca solo un tocco d'umorismo, come si vede in foto!

venerdì 8 dicembre 2006

Natale in mare



Mizzica, abbiamo fatto gli alberi dentro fuori e in mezzo e abbiam dimenticato di farne uno anche sulle navi che ci hanno accompagnato in Montenegro!

TIM Brasil...

Ecco cosa permette, seppur indirettamente, il "grande gruppo tim"...
Gruppo Cos-Finsiel, licenziamenti e Brasile

Otto ore di sciopero promosso dalle Rsu e dai sindacati dei metalmeccanici di Finsiel, la più grande azienda informatica del Paese, che dopo la fusione con i call center Cos di patron Tripi (l'azionista di maggioranza di Atesia) formano Almaviva. In ballo c'è la ristrutturazione di Finsiel e degli uffici amministrativi di Almaviva che prevede 400 esuberi e il futuro del gruppo. La Telecom Italia di Tronchetti Provera dismettendo Finsiel ha privilegiato una soluzione italiana ma Cos non ha dimostrato di avere, per ora, la cultura per gestire un'azienda informatica molto diversa da un call center e i mezzi finanziari per rilanciarla se pensiamo che, al momento dell'acquisto, Cos fatturava un terzo di quello che fatturava Finsiel. Sul settore dei call center, se Tripi ha bloccato con un'azione giudiziaria l'assunzione dei precari di Atesia, a rischio oggi ci sono gli operatori dell'892021, il call center delle Ferrovie dello Stato, gestito da una società partecipata dalle Ferrovie stesse, dalla Tsf e dalla Cos. Le Ferrovie vogliono bandire una nuova gara per la gestione del call center e se dovesse saltare l'appalto per la Cos sono centinaia di posti di lavoro a saltare. Anche a Palermo Cos licenzia una parte dei lavoratori che gestivano in outsourcing il call center del 190 di Vodafone. I sindacati pensano a un imminente sciopero generale nazionale dei call center Cos. Intanto però Tripi, se in Italia licenzia, assume in Brasile: 600 posti di lavoro a Belo Horizonte nel primo call center, aperto in questi giorni, della Cos brasiliana, con l'obbiettivo di raggiungere i 6000 operatori nel 2008, gestendo le chiamate di Tim Brasil (che però potrebbe essere venduta) come in Italia dove Cos gestisce le chiamate di Tim e Telecom Italia.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-12-2006]

mercoledì 6 dicembre 2006

Ti senti investito del problema?



Odissea call center

In caso di problemi ci sono i call center. Ma se si può è meglio evitarli: spesso si rivelano loro stessi un problema. «L’assistenza ai clienti lascia a desiderare – spiega Vergari –. L’80% delle proteste dei consumatori riguardano proprio i rapporti con i call center. Ogni volta risponde un operatore diverso, spesso tecnicamente impreparato». Nei forum è una lamentela unica: «Perché non spendono i soldi che investono in pubblicità per creare call center efficienti?»
si chiede Alex sul Corsera a nome di tutti
chi volesse leggere tutto l'articolo link qui

Curiosità dalla Val d'Aosta

LAVORATORI 'REGOLARI' NEI CALL CENTER VALDOSTANI

(ANSA) - AOSTA, 5 DIC - Quello dei call center è in Valle d'Aosta un settore limitato per ciò che concerne il numero di addetti e senza particolari problematicità di carattere contrattuale. In base a un censimento svolto dalla Direzione regionale del lavoro, la maggior parte dei 60 addetti ai call center valdostani, impiegati in cinque differenti imprese, sono assunti con un regolare contratto. Nella regione dunque non si riscontrano i casi di sfruttamento registrati in altre parti del paese che hanno indotto tra l'altro il Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale ad emettere una circolare sulla stabilizzazione dei rapporti di lavoro in questo settore. "Ci conforta il quadro tracciato dalla Direzione del lavoro riguardante la situazione dei lavoratori valdostani dei call center - ha commentato Domenico Falcomatà segretario della Slc Cgil - il numero limitato dei dipendenti non ci deve però fare abbassare la guardia su un settore che deve essere attentamente monitorato affinché si evitino situazioni di mancato rispetto contrattuale". Nella direzione auspicata da Falcomatà si muove tra l'altro un'iniziativa di sensibilizzazione congiunta promossa da Direzione regionale del lavoro, Inail e Inps e rivolta agli imprenditori che si pone l'obiettivo di "fornire un'interpretazione omogenea della normativa sulle collaborazioni coordinate a progetto, con particolare riferimento alle attività call center, al fine di prevenirne l'utilizzo non genuino e definire un quadro di corretta competizione tra le imprese, mediante la fissazione di regole certe ed esigibili nella gestione del personale".

Sarà che come dice il proverbio..."pochi ma buoni"?

martedì 5 dicembre 2006

No comment


Progetto italia da noi (vele spiegate?) e call center in Albania (velo spiegate?)

Tecnologie albanesi

Ho l'impressione, dopo la nostra visita, che finalmente in Albania è la tecnologia che si adatta all'uomo, non viceversa!



venerdì 1 dicembre 2006

Un saluto a chi resta, io parto

andiamo a visitare le nostre due nuove sedi, già me le immagino che hanno voluto assomigliare alla sede dei sassi!

Spunti importantissimi ancora da Vodafone

1) Cosa significa seguire l'Agenda di Lisbona
2) La correlazione tra soddisfazione dei dipendenti e quella dei clienti
3) Le caratteristiche del bravo capo
4) Le caratteristiche dei premi ai collaboratori buona lettura

fonte corsera 9.6.2006
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