Cittadinanzattiva denuncia: «Si è persa la ragione pubblica» e diserterà
l'incontro di oggi
Telepass,
un coro di scontenti
Il Comune ha dimenticato muratori, commercianti e
residenti
DOPO il
caos sollevato sui telepass dai dipendenti del call center e
dal loro titolare, ora che la polvere si è posata si iniziano a vedere le
macerie prodotte.
Quei residenti, preti e commercianti che si sono accodati
alla protesta che ha paralizzato parte della città, ignoranto danni e ritardi
prodotti ai singoli cittadini, tornano a casa con un bottino ben magro, mentre
il loro leader in doppiopetto (una volta scendevano in piazza operai e
sindacalisti, e per difendere il posto di lavoro non il posto macchina) è
l'unico che ha ottenuto il massimo, pur avendo alcun diritto. Infatti, la
convenzione stipulata dal call center e dal Comune stabilisce che i dipendenti
della società devono parcheggiare fuori dai Sassi. Quella convenzione, subito
dopo la protesta, è diventata carta straccia, con le macchine dei dipendenti che
in pochi minuti hanno invaso Porta Pistola, non aspettando neppure un giorno per
la formalizzazione della nuova decisione. D'altronde, da un'Amministrazione
rivelatasi debole non ci si poteva aspettare di più. Ma gli altri contestatori
cosa hanno ottenuto, considerato che l'accelerazione sulla
partenza dei telepass è stata data soprattutto a causa dell'ormai insostenibile
presenza delle auto dei dipendenti del call center?
I residenti molto
probabilmente vedranno ridotti i loro pass da due a uno e gli amici e parenti
continueranno a non poter scendere nei Sassi con le macchine. Come non potranno
scendere con l'auto i fedeli delle chiese di San Pietro Caveoso e Sant'Agostino.
Numero ridotto, come prima, anche per i pass dei dipendenti degli esercizi
commerciali degli antichi rioni. I lavoratori edili che lavorano nei Sassi
continueranno a raggiungere i cantieri a piedi e, in più, non potranno più usare
liberamente Porta Pistola per le manovre dei mezzi pesanti e per depositare
temporaneamente i materiali di risulta. Ma tutti costoro non hanno nulla da
temere. Infatti, il loro leader manager sembra sia ancora sul piede di guerra,
in quanto ha già reso noto che la soluzione del parcheggio a Porta Pistola è
insufficiente per i suoi 700 dipendenti (ma sono davvero tanti a lavorare nei
Sassi o qualche centinaio in meno?) e minaccia ancora di
delocalizzare la sua attività altrove. Vedremo se il organizzerà un'altra
manifestazione per permettere al vecchio fedele della messa di San Pietro
Caveoso (una figura molto nominata in questi giorni e che sorprendentemente si è
scoperto avere molte associazioni che tengono alla sua deambulazione) di poter
raggiungere in macchina la chiesa. Forse sarebbe stato meglio informarsi che le
Zone a traffico limitato prevedono molte deroghe per le esigenze più varie,
dalla messa domenicale alla baby sitter. Ma si sono preferiti lo scontro e la
demagogia al dialogo, forse per lanciare qualche messaggio trasversale oppure
per una semplice soggettiva esuberanza umorale. Il tutto condito con brillanti
talk show televisivi che in quanto a imparzialità non
hanno niente da invidiare alla navigata esperienza di Emilio Fede. Sicuramente
un incontro sereno fra tutte le parti avrebbe prodotto aggiustamenti nella
regolamentazione dei telepass, andando incontro alle diverse esigenze di
commercianti e residenti. L'unico punto che accomuna costoro, almeno a sentire
le dichiarazioni ufficiali, è la consapevolezza che il traffico nei Sassi
attualmente è disordinato e va regolamentato, anche rivedendo le fasce orarie.
La conseguenza deve per forza portare a un piccolo sacrificio di tutti. Ma nessuno tocchi i dipendenti del call center.
Cittadinanzattiva, intanto, ha fatto sapere che non sarà presente al tavolo che
si riunirà oggi al Comune per discutere sui telepass, richiamando «tutti al
recupero della ragione pubblica, il cui smarrimento condiziona la presente
stagione civile di Matera». Al di là della vicenda dei telepass, sicuramente da
noi la politica e il rispetto delle regole hanno subìto un duro colpo. Ha perso
l'uomo, hanno vinto le "macchine" e chi le guida.
di Biagio
Tarasco
Fonte Quotidiano della Basilicata, 10/06/2006