( Omissis dal 20/3/2009 del mirror dell'articolo apparso su il piccolo il 28.9.2006 dopo la decisione del Tribunale di Trieste in riferimento al ricorso del sig Carlo Maionchi così come del mirror di quanto riportato da l'indignato ).
Si chiedeva giustamente esattamente un anno fa il blogger aghost: Ma che terminali usano in Telecom?
Finalmente firmato il contratto con le garanzie per i lavoratori proprie dell'azienda cedente, solitamente una SpA (una battaglia sindacale fin dai tempi delle prime esternalizzazioni). Giusto per rimarcare quanto segue:

Quanto analizzato da Giannino e riportato nel post precedente "sanatoria flop", per chi se lo fosse perso, era stato anticipato da queste allarmate dichiarazioni di SLC-CGIL:“Il principale intervento portato avanti finora dal Governo e sostenuto dalle parti sociali, contro la precarieta’ (la stabilizzazione dei co.co. pro nei call center) rischia di risolversi in un flop clamoroso”. E’ l’allarme lanciato da Slc-Cgil. “Una parte significativa dei circa 18 mila ragazzi e ragazze - ha spiegato Alessandro Genovesi, segretario nazionale Slc-Cgil - la maggior parte giovani donne del Centro e Sud Italia, che lavorano nei call center e che sono stati stabilizzati, anche grazie all’azione sindacale e a specifici incentivi previsti dall’ultima legge Finanziaria, e’ oggi a rischio”. Secondo Genovesi sono due le ragioni: “Da un lato le ispezioni che dovevano colpire le imprese che non si fossero messe in regola faticano a partire, e pochissime sono le imprese piene di lavoratori a progetto che hanno ricevuto la visita degli ispettori. Dall’altro - continua Genovesi -, ed e’ l’aspetto piu’ grave, i grandi committenti e le grandi aziende continuano a praticare gare al massimo ribasso, molto al di sotto dei minimi contrattuali. In particolare le stesse Pubbliche Amministrazioni e numerose aziende pubbliche (controllate dallo Stato o dagli Enti Locali), anche in questi giorni, stanno assegnando commesse a imprese di call center in outsourcing a un valore orario molto inferiore rispetto al costo di un’ora di lavoro di un lavoratore subordinato”. Il sindacalista invita dunque sia il Governo nazionale che locale, “a intervenire a questo punto con urgenza e fermezza, affinche’ tra qualche mese non si venga a realizzare l’ennesima beffa a danno dei lavoratori piu’ deboli del nostro mercato del lavoro. Non vorremmo - conclude - che alla fine il principale intervento concreto contro la precarieta’ messo in campo finora dal legislatore possa divenire un boomerang, dando ai tanti giovani precari presenti nel paese un messaggio dirompente: cioe’ che non vi sia alla fine una volonta’ reale (o una capacita’) di combattere la moderna piaga del lavoro senza diritti e tutele”. Genovesi annuncia sin dalle prossime settimane mobilitazioni del sindacato.
fonte AGenzia Italia, 11/8/07
Spunti interessantissimi.

Cari amici,