A dimostrazione della libertà di questo blog non cancelliamo stamane gli inqualificabili commenti apparsi stanotte in ordine sparso oltrechè ripetuti, a commento di alcuni post (taluni sono solo rassegne stampa senza commento!) che potete voi stessi leggere ad opera (non sarà un caso) di 'uomomaskerato', postati nel momento in cui il sito è aperto a tutti ed anche ai commenti anonimi.
Evidentemente il collega non ha avuto il tempo nemmeno di leggere la policy generale che vieta di scrivere commenti palesemente diffamatori.
E, statene certi, che in quattro balle raccontate, non c'è nemmeno un brandello di verità. Tant'è...l'amico non ha mica proposto un confronto pubblico su quanto liberamente proferiva. Un pubblico attento, ragionevole e giudicante non avrebbe infatti potuto accogliere facilmente simile delirio. Mi forza semmai ad immaginare quanto deve essere dura la vita sotto il giogo che lo opprime per sentire il bisogno di esternare tali neri personalissimi sentimenti.
Non lo faccio io e invito chiunque altro a non rispondere a 'uomomaskerato' con gli stessi suoi toni che, oltrechè del tutto ingiustificati, dimostrano da soli quanta umiltà, pazienza, ecc (virtù che lo stesso chiederebbe al collega licenziato) contengono.
Scenderemmo altrimenti nell'infernale girone (presumo di primo acchito quello dei superbi) dove il maskerato vorrebbe trascinarci...
E, se qualcuno avesse ancora dubbi sul 'buon clima' e la 'ragionevolezza' regnanti in azienda...è sufficiente si sforzi di leggere quelle poche, calunniose e sconnesse righe per rendersene conto. Sarebbe fare un torto alla maggiorparte dei colleghi se ci si basasse su quelle evidentemente, ma meglio avere qualche esempio al vetriolo come quello per vaccinarsi contro una presunta 'serenità' che regnerebbe nell'azienda comune.
Il nostro collega a cui si fa riferimento, in ogni caso, ha sempre scambiato opinioni rivolgendosi alle singole e libere coscienze; molto probabilmente il maskerato ha anche ascoltato ciò che egli diceva apertamente, ma senza il coraggio di controargomentare
vis-a-vis, ha approfittato però di una opportunità unica (il blog) per fare uscire le uniche sostanze che ha dentro, ossia il fango. Sono comunque contento che almeno ora è un pò più 'pulito dentro', dal momento che forse tale astio non sarebbe cresciuto a tal livello se
il giornalino aziendale, diffuso in ogniddove, avesse dato occasione di esprimere in 'tempi non sospetti' anche i più estremi commenti come il suo.
Gianfranco Ravasi scriveva sul famoso '
mattutino' di Avvenire, il 5.2.1999 quanto vi riporto in sintesi, in quanto si addice come non mai a commento odierno.
Vincerete perchè dalla vostra parte avete la forza, ma non convincerete perchè per convincere bisogna persuadere e per persuadere occorre avere ciò che a voi manca, le ragioni e il diritto nella lotta.
Così, nell'università di Salamanca, circa settant'anni fa un grande scrittore pensatore spagnolo,
Miguel de Unamuno (1864-1936), oramai alle soglie della morte, reagiva ai nazionalisti e ai falangisti che lo destituivano dall'incarico di rettore dell'università. Le sue parole, nobili e libere, ci permettono di riprendere la distinzione tra 'vincere' e 'convincere'. Vincere è, tutto sommato, facile: basta avere forza, fortuna, astuzia, prepotenza. Già
Ariosto nell'Orlando Furioso ammoniva che "fu il vincer sempre mai laudabil cosa, / vincasi o per fortuna o per ingegno"
Ben diversa e nobile è, invece, la missione del convincere perchè suppone ragione e ragioni, dialogo, rispetto, verità. Ed è questa la via del sapiente, spesso disprezzato dal prepotente. La convinzione è interiore e solida, la vittoria è esteriore e spesso caduca. Formare le coscienze è molto più faticoso che intruppare masse urlanti gli stessi slogan, ma alla fine è ben più fecondo ed esaltante. E' questa una lezione che deve valere non solo per gli educatori ma per tutte le relazioni umane: la tentazione della prevaricazione sull'altro è forte perchè è una scorciatoia; ardua è la via del ragionamento e della persuasione, ma ben più decisiva, permanente e 'umana'.